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Chimica e uomo: dove è il problema?2 May 2011 14:25Il
 2011 è l’anno internazionale della Chimica, insomma un momento di
riflessione sul ruolo di questa disciplina. Come molti altri chimici
sono parecchi anni che rifletto su questo ruolo e credo sia il momento
di tirare qualche conclusione.

A differenza di altre discipline come la fisica, la biologia o la
matematica la chimica non ha una buona immagine presso l’opinione
pubblica; basti pensare all’uso aggettivale di fisico, chimico,
biologico o matematico; rifletteteci un momento. Di questi quattro
termini aggettivali chimico è l’unico che ha un’accezione negativa,
fortemente negativa.Biologico viene contrapposto addirittura a chimico;
fisico tutto sommato è neutro, matematico ha comunque il senso di
esatto, preciso, casomai da un’idea noiosa, ma non negativa. Chimico no;
 chimico è sporco, tossico, pericoloso. Perchè?

 Eppure la Chimica secondo la letteratura scientifica è “la scienza centrale”[http://it.wikipedia.org/wiki/Scienza_centrale]
 che fa da raccordo fra le scienze esatte come la matematica e la fisica
 e le scienze e tecnologie più specifiche ed applicate. La Chimica è uno
 snodo potente che consente di passare dai voli pindarici della
matematica e della fisica teorica alla pratica della produzione
materiale.

E’ sicuramente vero che la Chimica è mal conosciuta e che il linguaggio
comune fa confusione fra sintetico e chimico; eppure occorre riconoscere
 alcune cose: i materiali sintetici, questo sarebbe l’aggettivo esatto
nella maggior parte dei casi al posto di chimico, non solo sono di
produzione chimica, sono ottenuti attraverso processi chimici, ma
possono anche avere alcune differenze: come la presenza di impurezze
diverse da quelle che si trovano nel medesimo prodotto di origine
naturale o a volte la presenza di un diverso contenuto isotopico; non
sempre questo modifica in modo significativo l’uso del prodotto e molto
spesso lo rende solo meno costoso; bastano le differenze che dico per
dare una immagine negativa alla chimica?

Gli industriali chimici hanno prodotto alcune delle maggiori catastrofi
che si ricordino come: Seveso, Bhopal, Minamata. Tuttavia catastrofi
altrettanto grandi potrebbero essere usate contro altri specialisti; che
 so il Vajont, il caso del monte Toc potrebbe essere usato contro gli
ingegneri o i geotecnici, anche se a dire il vero anche lì i
responsabili sono stati piuttosto ben precise persone, non un’intera
categoria, ma non mi pare che il termine ingegneristico sia usato in
senso negativo. Insomma quale è la specialità della chimica per
assurgere a questo livello di negatività nel linguaggio comune?

La chimica in realtà è una antica specialità umana se si fanno rientrare
 in questa specialità processi come la produzione del ferro o del rame,
fra i primi processi metallurgici usati, che sono processi chimici; ma
che dico? E la combustione? Essa è in assoluto la prima operazione
chimica mai attuata da un ominide; è stata proprio la combustione,
l’invenzione del fuoco, copiando forse la natura a farci uscire dal
nostro stato “ferino”. E’ forse qui il segreto? Nello scoprire che
un’antica arte, la prima da potersi definire umana si è rivolta contro
di noi? In fondo il più grande problema odierno è proprio dovuto all’uso
 scellerato ed eccessivo delle combustioni di combustibili fossili che
stanno alterando il clima planetario mettendo in forse la nostra civiltà
 se non la nostra esistenza.E allora ce la prendiamo con quest’arte
invece di prendercela con noi stessi e la nostra incapacità di dominare
il nostro egocentrico io?

 La chimica ha inoltre provato di essere capace di sintetizzare i
materiali della vita; non sto parlando della sintesi dell’urea,; no dopo
 Wölher, Miller[http://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_di_Miller-Urey]
 negli anni 50 del secolo scorso ha dimostrato che basta poco,
un’atmosfera riducente e qualche scarica elettrica per avere
praticamente tutti i mattoni della vita, come noi la conosciamo; forse è
 questo il peccato mortale della Chimica? l’aver scalzato la vita
dall’altare religioso ed averla riportata con i piedi sulla terra?
paghiamo noi chimici questo assalto al cielo, questo aver voluto
dimostrare che non c’è nulla di strano: siamo figli delle stelle, i
nostri processi non sono diversi da quelli “inorganici”; la maledizione
di qualche dio sconfitto e mandato a mangiare la polvere ci ha
raggiunto? Il materialismo insito nella Chimica non è certo nel cuore
delle burocrazie religiose, ma nemmeno nel cuore dei popoli ad esse
soggetti.

La Chimica ha reso ancora più inumana la guerra, una delle arti più
terribili che l’uomo abbia inventato, una delle attività più umane e
disumane al medesimo tempo. E’ forse questo che paghiamo noi chimici?
che gli strumenti prodotti dal nostro lavoro siano spesso strumenti di
morte? Dinamite, agente orange? Ma allora chi ha inventato le frecce o
le bombe atomiche?

Eppure contemporaneamente la Chimica ha inventato le pasticche
miracolose, i farmaci, ha inventato la sintesi dei concimi, che ci hanno
 portato dai mille ominidi sopravvissuti alla catastrofe di Toba a
diventare 7 miliardi; ha inventato nuovi materiali, come la plastica,
che ci hanno facilitato la vita in modo incredibile; senza la chimica la
 nostra vita nella sua forma moderna non sarebbe mai stata cosi’ comoda;
 di più! senza la Chimica la vita dell’ominide Homo sapiens sarebbe
impossibile.

Ma forse è proprio questo il punto; contro la  Chimica, la prima arte
umana, la scienza centrale si esprime quell’odio viscerale che esplode
in quell’aggettivo: -“…chimico!..”, si esprime l’odio per noi stessi,
per la nostra incapacità di essere “umani”, che proprio attraverso
quest’arte, la prima e la più potente si manifesta in tutta la sua
efficacia.

Si esprime l’odio per noi stessi incapaci di essere sempre all’altezza
del nostro ideale di uomo, di liberarci di quelle catene sociali e
politiche che ancora oggi dopo migliaia di anni di religioni rivelate,
di filosofie orientali, di tecnologia sofisticatissima ci vedono
razzisti, socialmente divisi, pronti a guerreggiare per le risorse,
usando la chimica e la scienza in genere come strumento di dominio e non
 di liberazione.

L’uomo ha fatto la chimica a partire dal primo fuoco mai acceso e la
chimica ha fatto l’uomo fino all’ultimo polimero prodotto oggi.

Se l’uomo odia la chimica allora odia se stesso.

Per liberare la Chimica e la Scienza da una accusa infamante deve
liberare se stesso e ricostruire daccapo il suo assurdo ordine sociale.

L’ordine sociale attuale e il meccanismo produttivo attuale sono basati
su un’assurdo chimico; concepiscono come infinito il nostro mondo
finito, concepiscono come infinita la produzione e il mercato,
concepiscono una crescita infinita che fa a cazzotti con i principi  
base della Chimica: conservazione della materia e dell’energia!

Ma allora è qui il problema? Qui, nel contrasto fra orizzonti infiniti
di sviluppo mercantile e finanziario e la finitezza materiale che la
Chimica moderna misura con i suoi strumenti di base? Finita è
l’atmosfera in cui scarichiamo i nostri miasmi, finito il mare in cui li
 sciogliamo acidificandolo, finite le risorse che abbiamo finora
bruciato.

Quelle risorse fossili sono come il tessuto meristematico e nutritivo
del seme; ma per crescere il seme deve fare i conti con il fatto che il
suo sviluppo non puo’ essere infinito; che per crescere deve imparare ad
 usare il flusso solare, l’energia primaria fondamentale, quella si
praticamente infinita; noi, il seme dell’umanità questi conti non li
abbiamo ancora fatti e la Chimica ci obbliga oggi a tenerne conto. E’
per questo che la odiamo?

 

questo post è estratto dalla precedente versione del blog dal medesimo tiolo pubblicata su splinder e non più disponibile

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